Note Applicative
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App Note:
Un’introduzione sui suoni multicanali
Quanti canali e come utilizzarli

La maggiorparte dei produttori di film per musei e parchi d’attrazione considerano naturale l’uso della tecnologia "AC-3" e della norma 5.1 per la banda sonora dei loro prodotti. Quest’articolo si sofferma sulle limitazioni artistiche e qualitative di tale approccio.  Un modo diverso di concepire la banda sonora ed il sistema è descritto.

 

Henry Corrado
Direttore
Alcorn McBride Francia
 
Materiale
Audio Digital Binloop
8-TraXX
Software
Binloop Config

Cos’è il suono multicanale?

In modo generale, si considera « Multicanali » differenti canali audio sincroni destinati a migliorare l’attendibilità d’un messaggio, localizzando sorgenti sonore nello spazio. Quest’idea di rendere spaziali i suoni risalgono in pratica agli inizi del cinema sonoro con gli esperimenti di A. Bluhmein agli inizi del secolo scorso. Numerosi esperimenti sono avvenuti con successi mitigati.  La comparsa del microsolco, della FM stereofonica e più tardi con le bande magnetiche hanno reso a tutti il suono multicanale in casa, Nella versione più semplice: 2 canali.  Al cinema, solo nel 1973 e con il  procedimento della Dolby Stereo affinché la stereofonia prendesse il volo.  Il procedimento Dolby, rapidamente, ha integrato un canale ambientale destinato a riprodurre effetti « posteriori ». L’evoluzione della tecnologia digitale ha permesso in seguito di dissociare i differenti canali e di aumentare notevolmente la qualità sonora.  Benché i precursori in questo contesto siano stati dimenticati da molto (Kodak ORC), la disposizione dei canali ricordata (3 vie di schermata, due vie ambientali ed un canale rinforzo bassi) è comune al Dolby Digital (Dolby), SDDS (Sony) e DTS (DTS). Ha dato nascita al 5.1, il formato utilizzato a casa per avviare i DVD.


Quanti canali per la mia attrazione?

Il numero di canali in una sala cinematografica (o soggiorno) è relativo in gran parte allo spazio disponibile sul supporto (pellicola o DVD). E’ indispensabile barattare la qualità sonora con canali supplementari.  Contrariamente a ciò che si pensa, il suono « 5.1 » dei lettori DVD non è il summum per quanto riguarda la qualità audio: E’ necessario trattare i dati in modo drastico al fine di permettere 6 canali audio di stare in uno spazio stretto.
La problematica è molto diversa in un museo o in un parco divertimento: Ci sono più vantaggi a dissociare il suono dall’immagine, il principale essendo la totale flessibilità nel numero di canali ed alla qualità sonora. Dopo tutto, possiamo immaginare che la vostra attrazione merita una qualità sonora migliore d’un DVD casalingo. E’ dispiacevole che i creatori facciano fatica pensare al di fuori dei formati « convenzionali ». Essi concepiscono un filmato in una postazione specifica, ma privano i visitatori del realismo di un impianto sonoro « su misura ». Sorgenti dedicate come il nostro « Digital Binloop » permettono la diffusione di canali nella quantità che volete e con una qualità nettamente superiore a quella di un CD (già di qualità migliore della banda sonora di un DVD). E’ così possibile aggiungere canali audio a volontà, sopra gli spettatori, sotto dare voce ai personaggi animati e così via…

 

5.1 Surround

 

Come concepire il sistema
Con la possibilità d’aggiungere canali a volontà, concepire è molto semplice: un canale per sorgente sonora. Prendiamo l’esempio di uno spettacolo comprendendo un filmato con della musica, degli effetti ed un commento abbellito dall’intervento di due automa animati da una parte all’altra della scena.  Tre canali da schermo saranno necessari (sinistro, centro e destro).  Il canale di centro sarà utilizzato  principalmente per il commento. Se questo fosse trasmesso dalle casse acustiche di sinistra e di destra, la qualità sonora per gli spettatori in prima fila non sarebbe soddisfacente. Almeno due canali saranno indispensabili nella sala.  Forse anche di più se la banda sonora contiene effetti puntuali che devono essere localizzati ad un punto ben preciso nella sala (un rumore, l’intervento simulato di uno spettatore…) E’ possibile che alcuni canali siano utilizzati solo per pochi secondi durante lo spettacolo, ma con un investimento ragionevole, ne vale veramente la pena. I personaggi animati devono avere ognuno il proprio canale audio.  La diffusione dai canali di schermo sarebbe troppo approssimativa e poco realistica.  Infine, un canale di rinforzo dei bassi permette di estendere la risposta del suono grave di tutti i canali. Siccome il nostro cervello non è in grado di localizzare i suoni più gravi, un unico canale di grave è sufficiente per tutto il sistema. Tuttavia, la scelta dei componenti (casse acustiche, amplificatori) è più delicata da quella che sembra: un rinforzo di suono grave inadatto o regolato male può rovinare gli sforzi generati per ottimizzare la qualità sonora.


Come mettere a punto la banda sonora?

Il motivo per cui i registi adottano il “5.1” è legato al fatto che è facile reperire uno studio attrezzato per questo tipo di formato (ce ne sono tanti in giro).  Tuttavia, il prodotto sarà del « prêt-à-porter » un colmo nella applicazione dove il film stesso è fatto su misura per la sala.
Oggi è possibile tenere uno studio di missaggio con tutti gli effetti in un palmare. Niente di più semplice quindi, per missare una banda sonora sul posto utilizzando la sala come auditorium.  Terminato il missaggio, le piste saranno copiate senza alcuna manipolazione, né perdita di dati sulle schede del Digital Binloop : Esso sarà sempre pronto a riprodrodurre nello stesso modo dell'originale per anni.
Sincronizzazione con il resto dello spettacolo
Il Digital Binloop è unico a più titoli. Non solo permette una diffusione audio perfetta senza logorio, ma sa essere anche il « master » di un intero spettacolo grazie al suo generatore temporale integrato.  Associato ad un dei nostri Show Controllers, darà il « top » dei diversi effetti dello spettacolo al momento scelto.  Per di più, può essere lo schiavo di una sorgente video al fine di garantire una sincronizzazione perfetta con l’immagine.


Una parola sulla diffusione
L’obbiettivo del sistema di diffusione (amplificatori e casse acustiche) è d’offrire la migliore qualità sonora con la migliore uniformità possibile.  Si tratta di sonorizzare nel modo migliore le zone nelle quali gli spettatori si trovano e non al di là con il rischio di generare riverbero ed eco nocivi alla qualità sonora ed all’intelligibilità. Spesso, l’avvicinamento deve essere lo stesso solo per una sala cinematografica e particolarmente per le attrazioni che si avvicinano alla predetta. E’ quindi prudente farsi il proprio mercato tra i grandi costruttori di componenti per il cinema. Non solo potrete trovare ottimi sistemi di schermi ma anche ogni tipologia di casse acustiche amplificate per gli effetti sonori di sala (come i nostri personaggi animati nell’esempio di prima).  Molto spesso, i concepitori pensano ad ottimizzare i costi utilizzando casse amplificate e in modo particolare piccoli schermi da studio. Non è infatti una buona idea.  L’installazione del cablaggio elettrico e le difficoltà della manutenzione rendono poco pratico l’approccio.  Tra l’altro, casse acustiche concepite per essere utilizzate in prossimità non hanno le caratteristiche spaziali per la diffusione in sale molto grandi.  Se i mezzi lo permettono, un sistema di trattamento digitale (come il MediaMatrix de Peavey) dovrebbe essere intercalato tra il Digital Binloop ed il sistema di diffusione. Permetterà una regolazione molto fine che non sarà possibile modificare erroneamente in quanto nessuna regolazione può essere fatta dall’esterno.

Una parola sull’acustica
E’ possibile che vi capiti di chiedere l’intervento di un tecnico del suono per la vostra attrazione. Le concezioni acustiche delle sale destinati a ricevere un’attrazione è relativamente semplice.  Comunemente, si ricerca un’acustica  piuttosto cupa con un ritorno corto (TR60 inferiore a 0,8s. a 1 kHz per una sala cinematografica). Il risultato è fattibile utilizzando dei materiali fono assorbenti che potranno essere ricoperti da una tela tesa per esempio.  Se avete bisogno di un’ulteriore riflesso riverberante, quest’ultimo potrà essere simulato con i canali d’ambiente.  Nello stesso spirito, le aree di riflesso che troviamo attorno al quadro di scena nei teatri, al cinema o nelle sale per congressi sono bandite.  Un rinforzo delle « riflessioni precoci » sono di natura a compromettere la localizzazione delle sorgenti sonore.  Potrebbe anche, che non vi è possibile intervenire sull’acustica della sala (per esempio se lavorate in un castello).  In questo caso, il sistema per la diffusione dovrà essere studiato con molta cura al fine di ottimizzare il risultato.
 
 
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